Le attività

La nascita dell’Istituto e le finalità

Francesco DatiniL’Istituto ha sede in Prato nell’antico Palazzo Datini, già dimora di Francesco Datini, il “mercante di Prato” che alla sua morte (1410) donò tutto il suo patrimonio ai poveri della città, dando così vita alla Casa Pia dei Ceppi, versione medievale di una moderna fondazione benefica. La Casa Pia dei Ceppi, tuttora esistente, ha avuto il merito di assicurare, oltre alle istituzionali opere di beneficienza, la sopravvivenza delle memorie datiniane attraverso i secoli portando a noi intatto il prezioso archivio del mercante (150.000 lettere, 600 libri contabili, 6.000 titoli di credito, ecc.), il più importante del mondo per la storia economica del Medioevo. Un archivio rimasto sempre conservato nello storico palazzo.

Scopo dell’Istituto è la formazione, l’affinamento e la diffusione della cultura nelle discipline storico-postali attraverso pubblicazioni, corsi, seminari, mostre, ed ogni altra manifestazione di carattere culturale. Tutto al fine di sollecitare un maggior coinvolgimento del mondo universitario in questa tematica e, allo stesso tempo, suggerire alla sfera del collezionismo delle linee di ricerca.

I seminari

La contiguità fra Istituto di Studi Storici Postali e Archivio Datini contribuì a far nascere gli annuali seminari “Posta e paleografia” organizzati dall’Istituto a partire dal 1983. Infatti, la ricerca storica nel settore delle comunicazioni in epoca medievale non può prescindere da una conoscenza della paleografia “mercantesca”, una scrittura in evoluzione, con motivazioni esclusivamente utilitarie, libera da quelle regole formali che codificano le scritture curiale e cancelleresca. Accanto all’insegnamento della “mercantesca” nei Seminari, vengono tenute lezioni attinenti alla storia postale di ogni tempo impartite da docenti universitari e studiosi italiani e stranieri. I docenti provengono dalle più disparate discipline. Hanno insegnato archeologi famosi come Quilici (pensiamo alle poste dell’antichità ed a recenti scavi di mansiones romane), medievalisti come Cardini, economisti come Di Vittorio, Caizzi, Serra, la Mazohl e la Frangioni, storici del Risorgimento come Guderzo e Furlani, archivisti come Lodolini e Pansini, diplomatisti come Gualdo e Scalfati, storici della scienza come Tabarroni, paleografi come Bartoli-Langeli, Casamassima, la Cecchi, sigillografi come Plessi e altri eminenti studiosi di storia postale come Cadioli, Diena, Fedele, e l’elenco potrebbe continuare a lungo.

I seminari, a numero chiuso e della durata di una settimana, articolati in circa cinquanta ore di lezione, vedono giungere domande di partecipazione da varie parti del mondo. Il Colloquio Internazionale “Storia e Posta: analisi dello stato attuale delle conoscenze e prospettive nel campo della storia postale e discipline affini”, organizzato a Ravenna nel 1991 con la collaborazione del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e dell’Università di Bologna a chiusura del VII Seminario, vide la partecipazione di studiosi provenienti da Italia, Argentina, Austria, Francia, Germania, Gran Bretagna, Slovenia, Spagna, Stati Uniti e Svizzera. L’analisi fatta in quell’occasione confermava il crescente interesse, non solo europeo, riguardo alla storia postale, anche se nel perdurare di una sconsolante assenza di riconoscimenti istituzionali e normativi in molti Paesi.

Costituiscono lodevoli eccezioni l’esperienza spagnola, con il finanziamento ministeriale di ricerche storico-postali, pur limitate all’età moderna e contemporanea, e quella francese col sostegno alla FNARH (Fédération nationale des Associations pour la recherche historique) oltre alla creazione di un Comité pour l’Histoire de La Poste che fruisce di importanti contributi postali.

Dal settembre 2002 l’Istituto ha ripreso l’attività in questo settore con l’organizzazione del convegno internazionale “Sul filo della comunicazione - La telegrafia nell’800 fra economia, politica e tecnologia” che ha visto la partecipazione di numerosi studiosi italiani, europei ed extraeuropei.

Le attività editoriali, biblioteche ed archivi

La decisione presa nel 1995 dalla FSFI di affidare all’Istituto la propria Biblioteca e l’Archivio storico, rappresenta un graduale incremento del patrimonio librario, specialmente sotto l’ottica delle pubblicazioni a carattere filatelico. Proprio per l’importanza del fondo dedicato alla filatelia, nel 1996 la Biblioteca dell’Istituto, la sola in Italia, è stata invitata ad aderire all’International Philatelic Library Association (IPLA) che vede fra i componenti anche veri colossi come la British Library (Philatelic Collections) e la Biblioteca filatelica di Monaco di Baviera oltre a Musei postali di tutto il mondo.

Le mostre

Momenti importanti nella vita dell’Istituto sono stati anche l’organizzazione, presso l’Archivio di Stato di Prato nel 1986, della mostra “Posta e postini nella documentazione di un mercante alla fine del Trecento” e l’esposizione “Il Corno di Posta: da mezzo di segnalazione a strumento sinfonico”, a Prato nel 1989. In quest’ultima occasione si tenne un originale concerto per quartetto di corni di posta, dove fu suonata una selezione di segnali di posta europei, di pezzi d’intrattenimento per viaggiatori della postacavalli e di brani per corno di famosi compositori. Un’iniziativa nuova per l’Italia, intelligente oltre che curiosa, e che ha avuto un vasto rilievo anche su riviste musicali internazionali ed imitatori in Europa. Fra le manifestazioni organizzate dall’Istituto è da ricordare la “Praphilex”, tradizionale manifestazione filatelica pratese, di notevole richiamo.

Convegni

Membri dell’Istituto sono stati presenti a tavole rotonde, convegni e congressi storici come quelli di Lucca (1984), organizzato dal Centro interuniversitario di studi e ricerche storico-militari, di Bologna (1988), organizzato dall’Accademia di studi filatelici e numismatici, di Taormina (1989), organizzato dal Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, di Ravenna (1991), organizzato dall’Istituto assieme all’Università di Bologna, ed al I Congresso Internazionale di Madrid, organizzato nel 1993 dalla Secretarìa General de Comunicaciones spagnola, al convegno italo-francese sulle comunicazioni telegrafiche tenuto nel 1993 ad Alessandria, a Cattolica (1994) in occasione del Colloquio annuale della Società di studi romagnoli, alle edizioni 8ª, 9ª e 11ª del “Colloque Internationale sur l’Histoire des Postes & Télecommunications”, organizzate dalla francese FNARH a Parigi (1993), Caen (1995) e Saverne (1998) rispettivamente, al convegno internazionale Fiume nel secolo dei grandi mutamenti, tenuto a Fiume nell’aprile 1999.

Da ricordare anche la partecipazione alla giornata di studio Cooperare fra diversi: il sistema provinciale pratese (Prato, 10 dicembre 1999) e all’esposizione “Si apran le stanze: mostra bibliografica e della produzione editoriale delle biblioteche della provincia di Prato”.

Da ricordare anche la partecipazione dell’Istituto al Convegno “Pellegrini e Pellegrinaggi a Loreto nei secoli XV-XIX”, (Loreto 8 - 10 novembre 2001) organizzato congiuntamente dall’Archivio storico lauretano e dalla Deputazione di Storia Patria marchigiana.

Significativa, infine, la partecipazione al “Foro Postal Europa-America 2002”, organizzato dal governo spagnolo e tenuto a Madrid dal 6 all’8 maggio 2002.

Nel 2004, dal 25 al 27 novembre a Berna, l’Istituto ha partecipato all’annuale convegno organizzato dalla CECOMM (Conference of European Comunication museums), associazione che riunisce i musei postali e delle telecomunicazioni d’Europa. L’Istituto ha illustrato un progetto di collaborazione a livello europeo: “Proposal for a multimedia European project on European post roads”.

Dal 21 al 25 agosto 2006 l’Istituto è stato presente ad Helsinki, al XIV International Economic History Congress, dove per la prima volta si è avuta una sezione dedicata alla storia postale, a cura di Andrea Giuntini e Richard John.

Nel 2007, con il proprio socio Armando Serra, l’Istituto ha partecipato al 16e Colloque Historique FNARH a Strasburgo (18-19 ottobre 2007) con “La naissance des postes et télecommunications vaticanes en 1929”.

La ricerca

Disegno effettuato da soldati spagnoli durante il sacco di Prato del 1512 (Archivio di Stato di Prato, Ceppi, n. 728)Notevole è l’attività di ricerca svolta in archivi pubblici italiani (Archivio Centrale dello Stato, Archivio Storico Diplomatico del Ministero per gli Affari Esteri, Archivio dell’Ufficio storico dello Stato Maggiore dell’Esercito, Archivi di Stato italiani ed esteri) ricerca che è alla base della maggior parte delle pubblicazioni edite nella collana dei “Quaderni di storia postale” e che contribuisce ad arricchire il fondo documentario dell’archivio dell’Istituto.

Naturalmente sono tanti anche i progetti rimasti nel cassetto. Ad esempio, già nel 1982 si era pensato ad una mostra da dedicare all’architettura postale attraverso i secoli (dalle antiche mansiones alle stazioni di posta, dalla ristrutturazione a fini postali di edifici ecclesiastici in età napoleonica ai moderni prefabbricati postali) poi mai realizzata per i costi troppo elevati. Certo non era un’ idea peregrina, come ha dimostrato la Francia organizzando a Parigi nel 1987 la mostra Architecture Postale, di grande interesse anche se limitata ad edifici postali francesi dei secoli XIX e XX. Anche il progetto di dar vita, a Prato, ad un museo da ospitare nel Palazzo Datini e dedicato a “Scrittura e comunicazione postale”, che pur aveva ricevuto apprezzamenti e consensi, non ha avuto seguito per motivi finanziari.

Infatti, il problema dei finanziamenti ha - ovviamente - sempre condizionato l’attività dell’Istituto. Dal punto di vista giuridico l’Istituto è solo un’associazione privata e la prima fonte di finanziamento è costituita dalle quote dei soci e dai contributi pubblici e privati, oggi purtroppo insufficienti ad assicurare anche l’ordinaria gestione. Sino a pochi anni fa sono pervenuti importanti contributi finalizzati dal CNR, nonché dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Regione Toscana, dalla Provincia di Prato, dal Comune di Prato, e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Prato. Tutti questi contributi, pur di entità non rilevante, hanno consentito finora la sopravvivenza dell’istituzione.

Con il 2002 è stato raggiunto un importante obiettivo: il riconoscimento giuridico da parte dello Stato. All’ottenimento di questo ha contribuito l’ingresso del Comune e della Provincia di Prato come soci sostenitori, fondamentale per la costituzione del fondo patrimoniale previsto dalla legge.

All’inizio del 2003 la Regione Toscana ha inserito l’Istituto nella tabella regionale creata a sostegno delle attività delle istituzioni culturali di rilievo regionale.

Prospettive future

Riguardo all’avvenire e allo sviluppo degli studi storici postali in Italia, oltre alla continua attività dell’Istituto un ulteriore motivo di fiducia viene anche da un incremento nel numero di tesi di laurea che presentano punti di contatto con vari aspetti della storia postale. Particolarmente significative le ricerche in corso in Italia - ricca di fonti archivistiche anche per quanto riguarda le poste e le telecomunicazioni - da parte di dottorandi di ricerca. Un interesse crescente dunque, attestato anche dai contatti che sempre più di frequente ricercatori stranieri prendono con l’Istituto.
Purtroppo l’aiuto ed i servizi essenziali che l’Istituto può offrire a queste ricerche rischiano di svanire per le esiziali difficoltà economiche dell’Istituto.

 


Ultima modifica il 27/06/2016