La storia postale

La storia postale (o storia della posta, i due titoli sono equivalenti) definiva un ambito di studi dai caratteri piuttosto evanescenti per la mancanza di insegnamenti universitari, il carattere fortemente trasversale e interdisciplinare e soprattutto per la mancanza di definizioni e strumenti interpretativi condivisi. Inoltre, nel mondo della filatelia, il termine indica un tipo evoluto e raffinato di collezionismo. Arano stati tentati modelli e aperte discussioni sulla materia, senza però giungere a proposte complete.

Ciò non ha impedito, naturalmente, la produzione di molti, ampi e fecondi studi, in Italia e all’estero, ma da tempo l’Istituto, che aveva notato la mancanza, si era assunto il compito di tentare una sistemazione teorica della disciplina e il direttore Bruno Crevato-Selvaggi aveva proposto sin dal 2021 la stesura di uno «Statuto disciplinare» della storia postale, cioè un insieme non prescrittivo di definizioni, strumenti e regole condiviso fra gli studiosi di quel tema, che ne fissasse le definizioni di base, il suo ambito di competenza, gli obiettivi, gli strumenti adoperati e i rapporti con le altre discipline storiche.

Nel 2022, al 2° Convegno internazionale di storia postale, aveva proposto il testo di un «Manifesto» che, migliorato con il dibattito che si è aperto e con quello che ne è seguito nel 3° Convegno del 2024, è arrivato a un testo definitivo, in inglese, italiano, francese, spagnolo (è in corso la traduzione in tedesco) firmato da diversi studiosi internazionali, che si può trovare qui di seguito ed è anche scaricabile in PDF (EN, IT, FR, ES).

Gli studiosi che lo condividono possono firmarlo scrivendo a issp@issp.po.it indicando nome, cognome e istituto di afferenza.

La storia postale, oggi, può contare su una solida base teorica e l’Istituto ne è uno dei protagonisti internazionali.

Manifesto

Per uno statuto disciplinare della storia postale

1. Per uno statuto disciplinare della storia postale

Uno statuto disciplinare di una materia è un insieme non prescrittivo di definizioni, strumenti e regole condiviso fra gli studiosi di quel tema. In particolare definisce:

  • Le definizioni di base di quella disciplina
  • Il suo ambito di competenza
  • Gli obiettivi che si prefigge
  • Gli strumenti adoperati dai ricercatori
  • I rapporti con le altre discipline storiche

2. Uno sguardo di sintesi sulla posta e la comunicazione organizzata

Il mondo classico aveva conosciuto sistemi riservati di comunicazione organizzata di grande efficienza, e così il medio e l’estremo oriente, in età medievale e nella prima età moderna.

In età altomedievale europea, invece, era scomparso in Europa ogni sistema cursorio organizzato. Il panorama era caratterizzato da frammentazione politica, economia chiusa e mancanza di grandi infrastrutture viarie con stazioni di sosta. Si svilupparono organizzazioni protopostali indipendenti, conventuali e universitarie, oltre all’attività di comunicazione della Chiesa.

Nella piena età medievale europea cominciarono a riprendere le attività commerciali, creando flussi di corrispondenza epistolare, con riutilizzo della rete stradale e centralità dei luoghi di scambio. Nacque un frammentato e disorganico insieme di servizi di comunicazione particolari, senza visione unitaria e strategica né innovazione tecnica che soddisfacesse le sempre più forti necessità di comunicazione del potere politico, dei banchieri, degli imprenditori, dei nuovi attori che cominciavano ad affacciarsi sulla scena sociale.

Il panorama cambiò tra la fine del XIV e l’inizio del XVI secolo, per una serie di concause politiche e tecniche. Cominciò a svilupparsi un nuovo sistema postale basato sulla velocità, sul nuovo sistema delle stazioni di posta con cambio cavalli, sull’universalità e sulla regolarità. Una vera rivoluzione di concezione e di velocità rispetto al lento, continuo e diurno sistema d’età precedente.

Come conclusione matura di questo percorso storico, dalla fine del XV secolo si ebbe in Italia e in Europa occidentale la creazione di servizi postali ben organizzati, a cura di organizzazioni stabili e strutturate, statali o private. Era nata la posta moderna, che superava i sistemi occasionali o riservati dell’età precedente ed era destinata a rivoluzionare il costume sociale europeo e ad assumere un ruolo centrale nella società del tempo.

Dal pieno Cinquecento il sistema postale, invenzione di grande modernità cui all’epoca si guardava con stupore per la velocità, la riduzione delle grandi distanze, l’universalità e la regolarità del servizio, era ormai una realtà consolidata in Europa occidentale ed operava in complementarietà con altri servizi a carattere locale od occasionale, che di fatto assicurava l’accesso alla comunicazione organizzata alla maggior parte dei luoghi d’Europa centroccidentale.

In età moderna, inoltre, si nota il legame profondo, in diverse realtà istituzionali, fra sistema postale come costruzione e rivendicazione di sovranità, con esempi diversi nelle varie aree geopolitiche.

La costituzione di un sistema postale sulle grandi direttrici di comunicazione, operante con pubbliche patenti e in regime di monopolio, si configura cioè come un fenomeno inscindibilmente legato alla nascita e all’evoluzione dello Stato moderno.

Il sistema postale divenne quindi uno strumento di capitale importanza anzitutto sul piano della comunicazione politica, nell’ottica dei governi e delle rispettive diplomazie.

La parola italiana «posta» si diffuse in quasi tutta Europa con una varietà di significati.

La rete postale fu grande motore di sviluppo economico; grazie a questa rete si svilupparono i grandi flussi d’informazione che portarono alla nascita di una coscienza e di un’opinione pubblica europea, nonché agli scambi di conoscenze fra gli studiosi europei.

È nota la Repubblica delle lettere, Res publica literaria europea, un fenomeno postale e un concetto che permisero la nascita di una comunità scientifica internazionale nella prima epoca moderna fino al XVIII secolo.

L’epistolarità divenne uno dei cardini dei rapporti politici, informativi, sociali e affettivi, come testimoniano anche la nascita dell’informazione giornalistica e i romanzi epistolari sette-ottocenteschi.

Questo maturo sistema continuò sino all’età napoleonica, quando fu avviata una profonda nazionalizzazione e sistematizzazione del servizio e una maggior diffusione degli uffici postali.

Dalla metà dell’Ottocento le mutate condizioni industriali ed economiche, l’aumento del livello d’alfabetizzazione ed una crescente richiesta di un servizio più moderno portarono ad un’offerta postale profondamente modificata in tutti i continenti, in cui si individuano molti grandi temi, fra cui: maggiore economicità; offerta di nuovi servizi, compresi quelli di carattere finanziario; uso di moderna tecnologia per il trasporto (navigazione a vapore, treno, poi automezzi ed aereo) e per la meccanizzazione del lavoro; complementarietà con telegrafo e telefono; alta frequenza dei servizi; capillarizzazione della rete degli uffici; semplificazione delle procedure internazionali, giungendo alla creazione dell’Unione postale universale; attenzione al monopolio e rapporti con i complementari servizi privati; forte crescita del personale e conseguenti questioni sociali.

Insomma, le amministrazioni postali divennero attori importanti dello Stato e della società dell’epoca sino agli ultimi decenni del XX secolo, dove in molti luoghi si è avviato o compiuto il processo di privatizzazione e di trasformazione dell’amministrazione postale in azienda di diritto privato.

Nel corso della storia, anche in altre aree geopolitiche della Terra si svilupparono sistemi postali, con caratteristiche analoghe o meno.

3. Una premessa storiografica

Un primo approccio storiografico alla posta e comunicazione organizzata è databile al XIX secolo; si sviluppò soprattutto all’interno delle amministrazioni postali, con approccio prevalentemente storico-giuridico finalizzato alla propria storia. Risultava scarsa, in generale, l’attenzione degli storici e del mondo accademico.

Nella seconda metà del Novecento, in ambito filatelico, emerse una nuova realtà collezionistica chiamata “storia postale”, i cui oggetti collezionistici, selezionati e disposti in modo coerente per raccontare una storia, sono i documenti interi viaggiati per posta (lettere ed altro) e l’attenzione, nella sua fase più matura, è volta alla tipologia dell’oggetto e dell’affrancatura, ai bolli e agli altri segni postali apposti, alla tariffa assolta, ai sistemi e alle vie d’inoltro del documento. Recentemente, l’attenzione si è estesa anche agli studi sull’impatto tra i servizi postali e la società.

Si tratta quindi, in sintesi, di un approccio che descrive e studia l’organizzazione e le normative postali per mezzo della cultura materiale dei documenti trasportati dalla posta.

Scarsa, nel frattempo, l’attenzione del mondo accademico ai temi postali, con qualche interesse volto per lo più all’organizzazione e ai tempi di trasmissione delle notizie per l’età medievale e moderna; agli aspetti sociali, economici ed istituzionali (funzionamento, regolamenti, personale, politica) per quella più contemporanea.

In generale, comunque, il tema stesso era considerato marginale, oscuro, unicamente tecnico e non storiograficamente interessante, nonostante l’importanza della storia postale fosse stata autorevolmente individuata da importanti storici. Reciproca, inoltre, la diffidenza fra il mondo degli studiosi e quello dei cultori collezionisti.

In Italia, l’Istituto di Studi Storici Postali (ora intitolato al fondatore Aldo Cecchi) venne istituito nel 1982 anche per proporsi da tramite fra questi due mondi all’epoca tra loro ostili, cioè fra gli studiosi accademici di area umanistica e i cultori di quella forma raffinata di collezionismo filatelico. La sua storia più che quarantennale ha dimostrato come questa idea sia sempre stata perseguita.

Il lavoro dell’Istituto (seminari, incontri, colloqui, pubblicazioni, sostegno alla ricerca) è stato senz’altro proficuo e ha contribuito alla reciproca conoscenza e quindi al superamento delle differenze.

4. La situazione contemporanea

Negli ultimi due o tre decenni si nota un maggiore interesse, negli ambienti accademici e in centri di ricerca internazionali, per la storia e l’organizzazione dei sistemi postali. Vi è interesse emergente anche da parte di altre scienze umane e sociali, come la geografia e la sociologia. Diversi studiosi si sono occupati dell’argomento, magari nell’ambito delle loro ricerche sulla storia dei commerci, dei viaggi, delle informazioni; qualcuno con interesse specifico ai temi postali.

I sospetti del mondo accademico verso le ricerche dei non professionisti si stanno sempre più esaurendo e oggi, in generale, il rapporto è reciproco e fecondo.

Gli studiosi apprezzano i risultati ottenuti dagli amatori con lo studio e l’interpretazione della cultura materiale, ovvero gli oggetti viaggiati per posta. Gli amatori apprezzano l’ampio respiro storiografico d’inquadramento e d’interpretazione offerto dagli studiosi. Ambedue i mondi non si occupano più solamente del proprio campo d’interesse ma sono aperti al dialogo interdisciplinare. Sono state difese diverse tesi di dottorato su temi postali – o più in generale di storia delle comunicazioni – in diverse università europee, asiatiche e americane.

Non conosco ancora (salvo un caso episodico in Italia) corsi universitari specificatamente dedicati.

Esiste al momento una sola rivista scientifica internazionale (con Consiglio scientifico e revisione a doppio cieco) specificatamente dedicata al tema, Archivio per la storia postale e due collane di monografie: Quaderni di storia postale, dell’Istituto di Studi Storici Postali “Aldo Cecchi” e un’altra dell’editore accademico internazionale Peter Lang (www.peterlang.com/series/hpc).

5. Quindi, oggi

La storia postale è quindi oggi una disciplina in formazione, che si sta dotando di strumenti propri e del coinvolgimento di professionisti della ricerca, quindi di riconoscimento accademico.

Propongo quindi questo Manifesto da presentare alla comunità internazionale degli studiosi, che contiene anche un apparato teorico che dia fondamento e solidità al percorso di acquisizione dello statuto.

Risoluzione

Premessa. Questo documento è stato approvato dal Comitato scientifico dei convegni internazionali Storia postale. Sguardi multidisciplinari, sguardi diacronici, nonché da altri storici firmatari ed è preceduto dal documento di presentazione, articolato in sezioni come segue:

  • Per uno statuto disciplinare della storia postale
  • Uno sguardo di sintesi sulla posta e la comunicazione organizzata
  • Una premessa storiografica
  • La situazione contemporanea
  • Quindi, oggi.

Per uno statuto disciplinare della storia postale

1. Definizione la storia postale

La storia postale è lo studio degli ambienti (culturali, sociali, economici, fisici), delle tecniche (cioè degli aspetti organizzativi), degli oggetti (cioè la materialità) e dei protagonisti, dove e con cui hanno operato sistemi di comunicazione organizzata, occasionali o regolari, per il trasporto e consegna di scritti, cose e persone.

2. L’ambito di competenza della storia postale

La centralità della posta nella società e la conseguente ampiezza e diversità dei suoi interessi fa della storia postale un settore di ricerca naturalmente multidisciplinare.

La storia postale abbraccia più ambiti all’interno dei quali si muove senza limiti cronologici o tematici in un contesto globale.

3. Gli obiettivi che si prefigge la storia postale

Ricostruire ambiti socio-culturali e storico-politici utilizzando un approccio di ampio respiro interdisciplinare. Ottenere che gli obiettivi disciplinari siano raggiunti nel migliore modo possibile al proprio interno dotandosi anche di strumenti appropriati.

Diffondere la cultura postale nei concerti istituzionali possibili e far riconoscere la storia postale come parte integrante di altre discipline organizzate e consolidate.

Che la posta non sia considerata soltanto come una tecnica e che la sua storia non si risolva solo in quella di una tecnica.

4. Gli strumenti adoperati

Oltre agli strumenti generali dello storico, va posta particolare attenzione a fonti iconografiche (nonché audiovisive per l’età contemporanea), alla memorialistica, alla letteratura nonché ai reperti cartacei materiali: lettere, buste, moduli, avvisi e simili, con i loro segni di significato postale, da chiunque apposti.

È inoltre necessario utilizzare al meglio le opportunità offerte dalla rivoluzione digitale. La storia postale offre numerose possibilità di raccolta ed elaborazione di dati di vario genere, sulla base dei quali sono possibili nuovi approfondimenti e spunti di ricerca.

5. Auspici

Infine, i firmatari chiedono ed auspicano il pieno riconoscimento della storia postale come disciplina.

Bruno Crevato-Selvaggi, direttore dell’Istituto di Studi Storici Postali “Aldo Cecchi”, Prato, Italy

José Joaquin Araneda Riquelme, Università degli studi Roma Tre, Italy
Francesco Ascoli, Università Cattolica, Milano, f.r., storico della cultura manoscritta in età moderna / Historian of modern-age manuscript culture, Italy
Júlia Benavent, Universitat de València, Spain
Fabio Bonacina, direttore del Museo dei Tasso e della storia postale, Camerata Cornello - Istituto di Studi Storici Postali “Aldo Cecchi”, Prato, Italy
Mark Brayshay, Emeritus Professor, University of Plymouth, United Kingdom
Francesca Brunet, Zentrum für Regionalgeschichte / Centro di Storia regionale, Brixen / Bressanone, Italy
Xevi Camprubí, Universitat Autònoma de Barcelona, Spain
Ester Capuzzo, “Sapienza” Università di Roma, Italy
Michele Caso, Istituto di Studi Storici Postali “Aldo Cecchi”, Prato, Italy
Robert Abensur, président de l’Académie de philatélie, France
Lorenzo Carra, Istituto di Studi Storici Postali “Aldo Cecchi”, Prato, Italy
Alessia Ceccarelli, “Sapienza” Università di Roma, Italy
Deborah Cecchi, Istituto di Studi Storici Postali “Aldo Cecchi”, Prato, Italy
Giorgio Chianetta, Istituto di Studi Storici Postali “Aldo Cecchi”, Prato, Italy
Mario Coglitore, Ca’ Foscari Università di Venezia, Italy
Diane DeBlois & Robert Dalton Harris, ricercatori indipendenti / Independent Researchers, USA
Mónica Farkas, Universidad de Buenos Aires, Argentina; Universidad de Montevideo, Uruguay
Didier Gazagnadou, Professeur émérite, Université Paris VIII, France
Raffaella Gerola, Istituto di Studi Storici Postali “Aldo Cecchi”, Prato, Italy
Andrea Giuntini, Università di Modena e Reggio Emilia, f.r., Italy
Perola Goldfeder, Federal University of São Paulo, Brazil
Martina Hacke, ricercatrice indipendente / Independent Researcher, Germany
Bill Hedley, President of the Federation of European Philatelic Associations, United Kingdom
José Antonio Herraiz, Real Academia Hispánica de Filatelia e Historia Postal
Mario Infelise, Ca’ Foscari Università di Venezia, Italy
Richard John, Columbia University, New York, USA
Birthie King, ricercatore indipendente / Independent Researcher, United Kingdom
Chris King, ricercatore indipendente / Independent Researcher, United Kingdom
Juraj Kittler, St Lawrence University, USA
Katerina Konstantinidou, National and Kapodistrian University of Athens, Greece
Katerina B. Korrè, Ionian University, Greece
Graziano Mamone, Università di Genova, Italy
Brigitte Mazohl, Universität Innsbruck, Austria
Rocío Moreno Cabanillas, Real Academia Hispánica de Filatelia e Historia Postal / Universidad de Alicante, Spain
Guillermo Navarro Oltra, Universidad de Castilla-La Mancha, Spain
Silvio Pellico, ricercatore indipendente / Independent Researcher, Italy
Simonetta Pelusi, Međunarodni Centar za Pravoslavne Studije, Niš, Serbia
Paolo Procaccioli, Università della Tuscia, f.r., Italy
Joad Raymond, ricercatore indipendente / Independent Researcher, United Kingdom
Sébastien Richez, Comité pour l’histoire de La Poste, France
Giancarlo Rota, Istituto di Studi Storici Postali “Aldo Cecchi”, Prato, Italy
Stephan Sander-Faes, University of Bergen, Norway
Michele Santoro, Ca’ Foscari Università di Venezia, Italy
Claire Scott, Fellow Royal Philatelic Society London, United Kingdom
John Scott, PhD Candidate, University of Reading, Fellow Royal Philatelic Society London, United Kingdom
Valentina Stazzi, Istituto di Studi Storici Postali “Aldo Cecchi”, Prato, Italy
Tao Sun, Université de Tours, France
Diana Toccafondi, già Soprintendente archivistica e bibliografica Toscana, Italy
Rita Tolomeo, “Sapienza” Università di Roma, f.r., Italy
Emory Earl Toops, ricercatore indipendente / Independent Researcher, USA
Lik Hang Tsui, City University of Hong Kong, China
Corrado Viola, Centro di Ricerca sugli Epistolari del Settecento, Università di Verona, Italy

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