“C’era una volta il postiglione”: dal postiglione alla rete

A San Marino si “conversa” di poste
22 Maggio 2007
Saranno digitalizzate e messe on-line le normative postali tra 1929 e 1939
3 Luglio 2007
Vedi tutti

“C’era una volta il postiglione”: dal postiglione alla rete

San Marino (2 giugno 2007) – Il nome del postiglione che, nel 1607, inaugurò una dinastia di 17 sammarinesi che per 272 anni, due volte alla settimana o più, scendevano e salivano a piedi (ebbero una cavalcatura solo a metà Ottocento) fra la Rocca del Titano e l’ufficio postale pontificio, poi italiano, di Rimini, era sinora sconosciuto.
Per assicurare ai propri concittadini i contatti epistolari con il resto del mondo, 400 anni fa venne istituito un servizio pubblico, grazie al quale robusti postiglioni, avvezzi alla fatica del cammino (ed è erta la salita che porta alla capitale della Repubblica) trasportavano nelle loro bolgette.

La ricorrenza è stata festeggiata nella biennale manifestazione filatelica sammarinese organizzata dall’Azienda Autonoma di Stato Filatelica e Numismatica, ed è stata anche (assieme ad un panorama sulla storia postale della Repubblica del Titano) l’argomento di una conversazione che si è svolta nell’ambito della manifestazione, organizzata congiuntamente dall’Istituto di studi storici postali e dall’Accademia italiana di filatelia e storia postale.

Se l’organizzazione del servizio nelle sue grandi linee era nota, non erano ancora conosciuti i nomi di tutti coloro che offrirono allo Stato i loro servigi, ed in particolare il capostipite. L’elenco completo è stato svelato nella conversazione da Bruno Crevato-Selvaggi, che ha ritrovato l’informazione grazie ad una ricerca d’archivio. Il nome del capostipite di quest’elenco di funzionari pubblici era Giulio Franchini. La sua relazione ha poi illustrato il servizio nei suoi primi secoli; era stata preceduta da quella dello storico Verter Casali, che ha tracciato un panorama della storia e della società sammarinese di 400 anni fa.

Alle prime relazioni è seguita quella di Franco Filanci, che ha invece lumeggiato la figura di Alessandro Glaray, il noto collezionista torinese che per primo collezionò San Marino classico, aprendo nuovi orizzonti, superando pregiudizi, scoprendo le origini del servizio e ponendo, in definitiva, le basi per la moderna filatelia sammarinese.
Carlo Sopracordevole ha narrato le vicende della cartolina postale sammarinese, di cui quest’anno ricorre il 125° anniversario dell’istituzione, tracciandone il panorama da allora sino ad oggi.
Michele Conti, direttore dell’Archivio di Stato sammarinese, ha infine presentato un progetto pilota dell’Istituto da lui diretto: le lettere del fondo del “carteggio della Reggenza”, cioè le lettere ricevute dai Capitani Reggenti dalla prima ancora conservatasi, che è del 1360, sono state digitalizzate interamente e messe in rete, a disposizione di tutti gli utenti.

Nella foto in alto il tavolo dei relatori. Da sinistra Verter Casali (segue Michele Conti, coperto), Ottaviano Rossi, Carlo Sopracordevole, Franco Filanci, Bruno Crevato-Selvaggi.