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30/05/20264° Convegno internazionale “Storia postale. Sguardi multidisciplinari, sguardi diacronici” – Programma

Torna a Prato, per la quarta volta, il convegno biennale “Storia postale. Sguardi multidisciplinari, sguardi diacronici”. Organizzato, come i precedenti, dall’Istituto di studi storici postali “Aldo Cecchi”, si svolgerà dal 18 al 20 giugno.
“Saranno tre giorni impegnativi ma, stando agli esiti precedenti, anche ricchi di risultati. Pure questa volta parteciperanno docenti ed esperti in arrivo da tutta Europa, poi da Argentina, Brasile, Stati Uniti, Taiwan. Per questo i lavori si svilupperanno, secondo i casi, in francese, inglese o italiano. Mi fa piacere -annota il direttore, Bruno Crevato-Selvaggi- che ci siano tanti relatori nuovi, a rappresentare istituzioni diverse. Segno che il mondo internazionale della ricerca inerente alla storia postale si allarga sempre di più, avendo come epicentro l’Istituto di Prato. Uno dei grandissimi poli di riferimento internazionale per il settore”.
All’esame dei presenti, casi storici come quello del Regno di Morea o dei corrieri marittimi attivi nel XIV e XV secolo; gli epistolari (c’è quello di Cicerone); le corrispondenze scambiate tra Marc Bloch e Lucien Febvre; il comparto in letteratura; i francobolli impiegati per la propaganda; le cartoline che illustrano l’ufficio postale di Singapore; aspetti più tecnici come l’evoluzione della lettera di vettura, le stazioni di posta, la carta per scrivere missive, il sistema internazionale delle comunicazioni.
La prolusione sarà tenuta (in lingua inglese) dal prof. Mark Brayshay, emerito dell’università di Plymouth e noto studioso di comunicazioni postali, con il titolo “Postal History: Looking Back and Looking Forward”, ovvero “Storia postale: uno sguardo al passato e uno al futuro”. «Ritengo – dichiara Brayshay – che gli storici postali vantino una lunga tradizione nell’analisi dell’evoluzione dei mezzi di trasmissione delle comunicazioni scritte, nonché dei cambiamenti nel tempo relativi alla natura di ciò che è stato comunicato (e al perché). Nel periodo più recente (oltre 30 anni), l’arrivo e l’esplosione della comunicazione digitale hanno posto una vasta gamma di nuove sfide agli storici riguardo allo scambio digitale delle comunicazioni scritte, alla loro conservazione e alla raccolta dei loro contenuti come fonti per la comprensione del passato. Ritengo che gli storici postali dovrebbero partecipare ai dibattiti sulla conservazione, la catalogazione e la valutazione sia dei contenuti che dei mezzi di trasmissione delle comunicazioni, oltre che sull’esame di ciò che tutto ciò potrebbe significare per il futuro dei servizi postali cartacei. Gli storici delle poste avranno certamente ancora molto da offrire, anche molto tempo dopo che le vecchie forme e i vecchi mezzi di comunicazione saranno stati forse in gran parte eclissati, perché rimangono ancora tanti archivi, argomenti e idee da esplorare che sono rilevanti per la comprensione del passato. Ma forse ora si dovrebbe prendere in considerazione l’entusiasmante tema della transizione postale/di invio odierna, e anticiparne lo studio o addirittura intraprenderlo. Gli storici postali dovrebbero forse rivendicare con forza lo studio della transizione al “digitale” così come si è svolta finora, e della sua evoluzione futura».
Le sedi di riferimento sono: giovedì 18 il palazzo della Provincia in via Ricasoli 25, venerdì 19 l’Archivio di Stato in via Mazzei 41, sabato 20 di nuovo il palazzo della Provincia in via Ricasoli 25.

